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	<title>Stefano WebLog</title>
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	<description>E che è l’istinto se non lo specchio fedele, se non ciò che obbedisce in corrispondenza a tutte le manifestazioni della natura?</description>
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		<title>Il Limoncello</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 15:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economiche - Universitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Liquori]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà perchè è ottimo per scaldare anima e corpo, sarà perchè piace a me e agli amici, sarà perchè ho a disposizione dei limoni biologici dalla Sicilia e soprattutto sarà perchè mi hanno chiesto la ricetta che è giunto il momento di preparare  e di scrivere del buon Limoncello. Il Limoncello (o Limoncino) è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà perchè è ottimo per scaldare anima e corpo, sarà perchè piace a me e agli amici, sarà perchè ho a disposizione dei limoni biologici dalla Sicilia e soprattutto sarà perchè mi hanno chiesto la ricetta che è giunto il momento di preparare  e di scrivere del buon Limoncello.</p>
<p>Il Limoncello (o <em>Limoncino</em>) è un liquore che si ottiene per macerazione e il processo di preparazione dura dai 20 giorni al mese circa. Il liquore, originario della Campania, è di origini incerte. Si sa per certo che nel 1900 venisse preparato in una pensione di Capri dalla signora Maria Antonia Farace. Il nipote della signora serviva la bevanda nella sua attività di ristorazione, ma fu suo figlio, Massimo Canale a registrare per primo, nel 1988, il marchio Limoncello e ad avviarne una produzione artigianale.<br />
Ma non mancano ulteriori racconti e leggende; i sorrentini affermano che nella costiera amalfitana le famiglie più agiate usavano offrire agli ospiti il liquore sin dagli inizi del novecento. Ad Amalfi si sostiene che la produzione di Limoncello sia addirittura legata alle prime coltivazioni di limoni, già dai tempi delle invasioni dei saraceni.</p>
<p>Qualsiasi sia la vera storia della bevana una cosa è certa: servono dei buoni limoni per ottenere un buon limoncello. Si preferiscano limoni non trattati dopo la raccolta, raccolti a mano, preferibilmente da agricoltura biologica e possibilmente I.G.P. come il Limone di Siracusa, che andrò ad utilizzare per la mia preparazione (c&#8217;è da dire che per una maggior pertinenza con le radici del Limoncello bisognerebbe usare il Limone di Sorrento, ma sono più affezionato ai sapori e agli aromi della mia terra e preferisco il risultato ottenuto dalla macerazione del Limone di Siracusa).</p>
<p>Ecco la mia ricetta per il Limoncello:</p>
<ul>
<li>5 Limoni (a buccia gialla o verde, in base ai gusti e alla stagione)</li>
<li>500 ml di alcool puro di buona qualità</li>
<li>600 g di acqua</li>
<li>600 g di zucchero</li>
</ul>
<p>Tagliare le bucce dei limoni, facendo attenzione a rimuovere la parte bianca, a fettine sottili e mettere a macerare nell&#8217;alcool per 30gg in un contenitore di vetro ermetico. Passato il mese fare uno sciroppo scaldando l&#8217;acqua e lo zucchero, evitando di farlo bollire troppo o il liquore prenderà un colore scuro. Filtrare l&#8217;alcool dalla bucce, unirvi lo sciroppo raffreddato a temperatura ambiente e lasciare riposare per un&#8217;altro mese in bottiglia. Passato questo periodo si potrà riporre il Limoncello in freezer (data la gradazione alcoolica, se è stato utilizzato un alcool di buona qualità, il liquore non si congelerà) e consumarlo come aperitivo, magari allungato con un pò d&#8217;acqua o seltz o come dopo pasto.</p>
<p>Salute <img src='http://www.stefanoferrante.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Tortini di Formaggio</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 00:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Vegetariane]]></category>

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		<description><![CDATA[Visto l&#8217;interesse suscitato da questa ricetta tra gli amici ho deciso di essere buono e di pubblicarla sul sito Questa la dedico a Santo e Oriana, con la speranza che li preparino anche loro: ricette semplici ma gustose e d&#8217;effetto secondo me sono la chiave per una sana alimentazione. E mo se cucina! Ingredienti: 400g [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto l&#8217;interesse suscitato da questa ricetta tra gli amici ho deciso di essere buono e di pubblicarla sul sito <img src='http://www.stefanoferrante.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Questa la dedico a Santo e Oriana, con la speranza che li preparino anche loro: ricette semplici ma gustose e d&#8217;effetto secondo me sono la chiave per una sana alimentazione. E mo se cucina!<span id="more-100"></span></p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>400g di formaggi misti a pasta dura o semi dura (sbizzarritevi e approfittatene per consumare i vecchi formaggi)</li>
<li>400g di panna</li>
<li>5 uova</li>
<li>Noce moscata</li>
<li>3 cucchiai di Cognac</li>
<li>4 fogli di colla di pesce</li>
<li>Burro e pangrattato per gli stampi</li>
</ul>
<p>Portate la panna ad ebollizione, abbassate la fiamma ed aggiungetevi i formaggi, non prima di averli grattugiati, e i tuorli delle uova, mescolate bene con una frusta fino ad ottenere una crema senza grumi; a questo punto unite la noce moscata a piacere, il Cognac e i fogli di colla di pesce, lasciati ad ammollare in acqua fredda. Il composto è pronto, fatelo raffreddare e nel frattempo imburrate e cospargete di pangrattato gli stampi da forno. A composto intiepidito incorporate tre albumi montati a neve.<br />
A questo punto basterà mettere il composto negli stampi e farlo cuocere per pochi minuti a 180°.</p>
<p>Buon appetito <img src='http://www.stefanoferrante.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Biscotti allo Zenzero</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 11:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Economiche - Universitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Vegetariane]]></category>
		<category><![CDATA[biscotti]]></category>
		<category><![CDATA[burro]]></category>
		<category><![CDATA[feste]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[zenzero]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco una ricetta facile facile per dei biscotti al burro aromatizzati allo zenzero, ottimi per le feste, merende, colazioni, spuntini&#8230; Ingredienti: 700g circa di Farina 0 400g di Burro 13 Cucchiai di zucchero (questa è proprio old-fashioned : ) Zenzero in polvere Uvetta Liquore alla cannella (o in alternativa cannella in polvere) Un pizzico di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco una ricetta facile facile per dei biscotti al burro aromatizzati allo zenzero, ottimi per le feste, merende, colazioni, spuntini&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.stefanoferrante.net/wp-content/uploads/2008/12/biscotti.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-91" title="biscotti" src="http://www.stefanoferrante.net/wp-content/uploads/2008/12/biscotti.gif" alt="" width="450" height="382" /></a></p>
<p><span id="more-88"></span></p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>700g circa di Farina 0</li>
<li>400g di Burro</li>
<li>13 Cucchiai di zucchero (questa è proprio <em>old-fashioned</em> : )</li>
<li>Zenzero in polvere</li>
<li>Uvetta</li>
<li>Liquore alla cannella (o in alternativa cannella in polvere)</li>
<li>Un pizzico di sale</li>
<li>Zucchero di canna</li>
</ul>
<p>Versate in un recipiente la farina, lo zucchero, lo zenzero, il sale e l&#8217;uvetta, precedentemente messa a bagno nel liquore alla cannella portato a temperatura, in modo tale da <em>ammollarla</em>, e successivamente tagliata a coltello. Se non avete il liquore alla cannella basterà aggiungere della cannella in polvere all&#8217;impasto.<br />
Mescolate il tutto e successivamente aggiungete il burro freddo di frigo spezzettato con le mani (in molti consigliano il burro a temperatura ambiente, ma vi assicuro che con questo trucchetto i biscotti risulteranno più fragranti).<br />
A questo punto è necessario semplicemente impastare il tutto fino alla formazione di una palla omogenea e consistente: proprio per questo motivo è bene essere rapidi nella lavorazione dell&#8217;impasto, il burro con il calore delle mani tende a sciogliersi troppo, facendo perdere consistenza all&#8217;impasto.<br />
Lasciamo la nostra palla in frigo almeno per un&#8217;ora, meglio se avvolta da pellicola, dopo di che basterà prendere parte dell&#8217;impasto, formare come dei salami e tagliarli a <em>fette</em> spesse circa mezzo cm.<br />
Passate un lato del biscotto nello zucchero di canna e disponeteli su di una teglia rivestita con della carta forno. Infornate per circa 15-20 minuti a 180°, la doratura esterna vi informerà sul loro stato di cottura.<br />
Lasciateli raffreddare, dopo di che potrete conservarli in una scatola di latta.<br />
Sono ottimi per merenda o colazione, basta mangiarne un paio, dato il loro quantitativo calorico davvero alto.</p>
<p>Buon appetito : )</p>
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		<title>Weekend in Valdinievole (Toscana)</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 02:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; Venerdi e si decide di partire subito dopo pranzo: sono circa le 14 e la macchinata composta da Alessandro Perri alla guida, Riccardo Catania come navigatore e i due passeggeri Francesco Ciccio e un&#8217;altra persona che non conosco bene si mette in viaggio, destinazione Cozzile: minuscolo borgo rurale vicino Montecatini Terme, grazie alla buona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stefanoferrante.net/wp-content/uploads/2008/11/cozzile.jpg"><img class="size-full wp-image-74 alignnone" title="cozzile" src="http://www.stefanoferrante.net/wp-content/uploads/2008/11/cozzile.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p>E&#8217; Venerdi e si decide di partire subito dopo pranzo: sono circa le 14 e la macchinata composta da Alessandro <em>Perri</em> alla guida, Riccardo <em>Catania</em> come navigatore e i due passeggeri Francesco <em>Ciccio </em>e un&#8217;altra persona che non conosco bene si mette in viaggio, destinazione Cozzile: minuscolo borgo rurale vicino Montecatini Terme, grazie alla buona Giulia che ci ospiterà in una casa rurale che scopriremo essere stupenda.<br />
<span id="more-73"></span><br />
Il viaggio trascorre rapido tra musica e chiacchiere, interrotto solo dalle pause fisiologiche dei passeggeri, pilota e copilota si vocifera siano dotati di un nuovo tipo di vescica ad alta capacità, nome in codice Zeppelin, data la capacità di estensione&#8230;<br />
Arrivati in paese ci si incontra con la seconda carovana, partita in anticipo, e qui incontriamo la nostra ospite, Jacopo e Jennifer, che ci attendono per la spesa: giusto i viveri di base, tra i quali non può mancare una cassa di Birra Moretti e si parte alla volta della casa sui colli Montecatinesi: la prima cosa che ci lascia basiti è la vista, davvero impagabile, uno squarcio sulla vallata che lascia letteralmente a bocca aperta.</p>
<p>Giusto il tempo per rendersi conto del posto magnifico nel quale soggiorneremo e iniziamo a scaricare le macchine e preparare i posti letto; quest&#8217;ultima operazione ci permette di esplorare per la prima volta l&#8217;interno della casa, la trovo semplicemente squisita, il restauro non ha per niente intaccato l&#8217;animo rustico ma perfettamente elegante della casa e i complementi d&#8217;arredo antichi, così come i quadri e i mobili non possono che dare fascino in più alla struttura, mi pento solo adesso di non aver scattato delle foto mirate all&#8217;interno, ma spero ci saranno altre occasioni.<br />
La cena scorre piacevole, godiamo dell&#8217;ottima carbonara alla birra preparata da Ciccio (e si viene a creare un mite divario sulla scuola della carbonara: chi usa la panna e chi no. Personalmente sono per la seconda opzione, ma data la quantità di pasta decidiamo che la sacra scuola della carbonara si può accantonare per un miglior risultato) per poi passare ad una partita a Risiko dopo cena, data la passione del nostro autista per questo gioco? Si va a dormire, io sono pronto per infrangere il record di russata in stile libero, ma la mattina dopo mi accorgo dai commenti vari che non sono il solo ad eccellere in questo sport : ).</p>
<p>La colazione del Sabato è fantastica: Lorena, moglie di Libero, il contadino che nel pomeriggio ci mostrerà come si colgono le <em>ulive</em> in maniera tradizionale, ha preparato come ogni mattina delle focacce, impastate con una sorta di lievito madre e cotte rigorosamente nel forno a legna; apprenderò solo successivamente che il forno in casa della simpaticissima coppietta è sempre acceso. Dopo questa carica di vitamine impegniamo le energie nello studio, scopro persino che la chimica è interessante. Finito lo studio si pensa al pranzo, oggi è il turno di Giulia che prepara una classicissima pasta al tonno, ma fatta molto bene, il tonno non si è asciugato come accade di solito e il sapore del sughetto è stuzzicante. Giusto il tempo del caffè ed ecco arrivare Libero, lo specchio della salute, sicuramente un gran lavoratore, un uomo di 78 anni ancora nel pieno delle forze: è lui che ci racconterà tanto delle usanze del posto, dei metodi per la raccolta delle olive, della loro conservazione in salamoia, delle differenze tra il metodo classico di spremitura e quello moderno. Non si parla solo di olive, Libero ci intrattiene raccontandoci di come veniva prodotto e conservato il vino, di come si produceva il vinsanto e di tante altre chicche enogastronomiche dei bei tempi che furono; abbiamo pure uno scambio di idee su quella che è la società di oggi, di quello che, erroneamente, non viene insegnato ai bambini, cioè la cultura per il cibo buono e sano e le nostre idee sono convergenti. Ciò che mi fa riflettere maggiormente è una sua battuta, dice che le donne al supermercato per comprare l&#8217;olio magari si soffermano sulla bottiglia più economica, ingurgitando chissà quale miscuglio di chissà quali olive, per poi spendere sui trucchi più costosi; io credo che questa sua battuta sia invece uno specchio più che veritiero della società attuale (NB, non me ne vogliano le donne, è solo un esempio, come chi compra un cellulare da 500 euro e poi a fine mese stenta a mangiare).<br />
Dopo la raccolta delle olive e la piacevolissima chiacchierata con Libero si va a fare la spesa, è tempo di ardere le braci! Tema della serata il maiale, abbiamo da arrostire salsicce e costate, cosa chiedere di meglio? Attratto da un pezzo di legno di ciliegio e dall&#8217;abbondante rosmarino che cresce dinanzi la casa, mi viene in mente di utilizzarli per affumicare la salsiccia: realizzo un rudimentale affumicatoio e approfitto del fuoco acceso da <em>Catania </em>e<em> Ciccio</em> per bruciare gli aromi che userò per l&#8217;affumicatura: il tempo scorre piacevolmente lento davanti il fuoco, ci si racconta avventure passate a scuola e ci si scalda nell&#8217;attesa che la brace sia pronta. La cena scorre piacevole, il vino che Libero ci ha gentilmente offerto è semplice e buono e, tra una chiacchiera e l&#8217;altra, veniamo a scoprire che un membro della combriccola non ha mai visto <em>I Griffin</em>; tutto ciò è quasi associabile ad un peccato capitale, quindi diventa un obbligo morale colmare questa lacuna. Purtroppo tra alcool e sonno residuo della sera prima per me e qualcun&#8217;altro il fine serata coincide con la fine della prima puntata: ci si addormenta sul divano senza accorgersene&#8230;</p>
<p>Domenica, si dorme fino a tardi, aggiungo tasselli ad un report che avrei dovuto finire da un pezzo prima di preparare un risotto semplicissimo, aggiungo della lavanda ad un risotto semplice semplice: avrei dovuto crederci di più, il risotto non è niente di particolare, ma quando un pezzetto di lavanda finisce sotto i denti e poi passa tra le papille gustative è estasi, almeno per il sottoscritto. Giunge il momento di accompagnare Jacopo, che ci lascia causa esame imminente, e ne approfittiamo per fare un tour di Montecatini Terme, compriamo del gelato, senza scordarci di Libero e Lorena, che sicuramente lo apprezzeranno e via di nuovo verso il monte.<br />
Andiamo a salutare Lorena e facciamo una chiacchierata sugli ingredienti tipici della zona e sulle ricette classiche; durante questa discussione rimango commosso dalla bellezza della semplicità sua e della casa: una casa calda e accogliente, la cucina a legna, il mobilio spartano che trasudano schiettezza, affetto e il rispetto che queste persone portano ai pochi beni che hanno e una donna d&#8217;altri tempi che si trova quasi in imbarazzo dinanzi a noi che ci dimostriamo così interessati al suo sapere, alle informazioni che ci può dare. Ci viene spontaneo fare una foto, il momento va immortalato.<br />
Torniamo a casa, è ora di cucinare: l&#8217;ultima cena prima della partenza, l&#8217;atmosfera è stupenda, lavoriamo tutti per preparare il cibo. C&#8217;è chi taglia le patate, chi il rosmarino, chi spadella, chi impara a tagliare le cipolle, è bellissimo stare in armonia, fare qualcosa per il bene di tutti, abbiamo cenato in modo fantastico con gli avanzi degli altri giorni: si apre con una sfoglia con sugo aromatizzato alla menta selvatica, panna e uova, si continua con una teglia di patate al forno, arriva la seconda teglia, preparata in modo diverso, per concludere con il gran finale di gelato accompagnato dal pane al cioccolato e da una versione sperimentale del Pan Speziato, entrambi tostati in forno. Durante la cena si parla con la massima armonia, si ride e si riflette, beviamo del buon vino e della buona grappa, in due parole stiamo bene. Una partita a Tokyo prima di un&#8217;altro paio di puntate dei Griffin e poi a nanna, l&#8217;indomani bisogna alzarsi presto, si va al frantoio!</p>
<p>Lunedi, si pulisce la casa in fretta ma con diligenza, si caricano le auto, arriva Libero, che ci porterà al frantoio: situato in piena Valdinievole, immerso nella natura, vicino ad un corso d&#8217;acqua che nel passato forniva energia all&#8217;oleificio. Si tratta di un frantoio sociale, gli agricoltori si sono riuniti in cooperativa per poter restare &#8220;vivi&#8221;, è dura la competizione con il mercato globale; l&#8217;ambiente brulica, frenesia nel lavoro, chiasso, la pesature delle olive, l&#8217;imbottigliamento dell&#8217;olio nuovo, questo posto racchiude tradizioni secolari in chiave moderna e HACCP-Compatibile. Il minimo che possiamo fare è acquistare un pò di olio, ma certamente non è un obbligo, se non un immenso piacere, sia per la qualità che come gesto di solidarietà verso chi lotta per mantenere vive tradizioni e fette di natura che altrimenti andrebbero perdute per fare spazio a chissà quale mostro partorito dalla mente dell&#8217;uomo moderno.<br />
La mia vacanza finisce con la partenza dal frantoio, luogo dell&#8217;ultimo scatto della giornata, finisce anche la memoria della mia macchina fotografica, non avrei potuto chiederle di più.<br />
Il riassunto di questo fine settimana è un mix di sensazioni positive, di atmosfera amichevole, di gratitudine per chi ci ha ospitati, di felicità nel vedere che non tutti vogliono abbandonare i campi per riversarsi nelle città e di malinconia per la mia visione pessimistica del mondo, dovremmo tornare tutti a vivere in piccole comunità e collaborare per il bene della terra, dovremmo volerci bene, siamo tutte persone, ma si sa, il genere umano è l&#8217;animale più stupido e al tempo stesso più intelligente sul pianeta, ed è proprio questo il problema di molti, che usano l&#8217;intelletto per il bene proprio e non della comunità, ma si sa, non tutti siamo uguali.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/insane-in-da-kitchen" target="_blank">Vi lascio alla visione delle foto</a> (in aggiornamento) con la speranza di non avervi annoiato troppo, ma se siete arrivati fin qui credo di non averlo fatto.</p>
<p>I commenti sono più che graditi, grazie : )</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Pan Speziato</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 21:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Economiche - Universitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Panificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Vegane]]></category>
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		<description><![CDATA[Come scrivevo, ieri è stato l&#8217;inizio dei lavori di panificazione. Oggi mi sono dedicato alla pizza e alla creazione del mio lievito madre (domani vi scriverò qualcosa&#8230;) e, già che c&#8217;ero, ho realizzato quello che ho chiamato Pan Speziato. Vediamo di cosa si tratta&#8230; Ingredienti: 500g di Farina tipo &#8220;0&#8243; 1/2 panetto di lievito di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come scrivevo, ieri è stato l&#8217;inizio dei lavori di panificazione. Oggi mi sono dedicato alla pizza e alla creazione del mio lievito madre (domani vi scriverò qualcosa&#8230;) e, già che c&#8217;ero, ho realizzato quello che ho chiamato <em>Pan Speziato</em>. Vediamo di cosa si tratta&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.stefanoferrante.net/uploads/panspeziato.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter" title="PanSpeziato" src="http://www.stefanoferrante.net/uploads/panspeziato.jpg" alt="PanSpeziato" width="576" height="432" /></a></p>
<p><span id="more-52"></span></p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>500g di Farina tipo &#8220;0&#8243;</li>
<li>1/2 panetto di lievito di birra</li>
<li>Un cucchiaino di sale</li>
<li>Un cucchiaio d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva</li>
<li>2 cucchiai di zucchero</li>
<li>Zenzero in polvere a piacere</li>
<li>Cannella in polvere a piacere</li>
<li>Pepe nero in polvere a piacere</li>
<li>Uva sultanina</li>
<li>Zucchero di canna</li>
<li>Pinoli</li>
</ul>
<p>Sciogliete il mezzo panetto di lievito in una tazza d&#8217;acqua tiepida; in una ciotola mettete il resto degli ingredienti ad esclusione dei pinoli e dello zucchero di canna, che serviranno dopo.<br />
Impastate fino ad ottenere un impasto ben asciutto e compatto e lasciate che il lievito faccia il suo effetto.</p>
<p>Non appena il panetto sarà lievito cospargetene la superficie di pinoli e zucchero di canna, per poi infornare il tutto a 250°: temperatura da tenere per il primo minuto, dopo di che sarà necessario abbassarla a 200° per completare la cottura: non appena il pane sarà ben dorato e la superficie inizierà a presentare delle crepe, vorrà dire che il pane è cotto.</p>
<p>Buon appetito <img src='http://www.stefanoferrante.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Consiglio di bere un buon Marsala amabile con questo pseudo-dolce.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Che bello panificare</title>
		<link>http://www.stefanoferrante.net/?p=51</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 22:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economiche - Universitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Panificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Vegane]]></category>
		<category><![CDATA[Vegetariane]]></category>

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		<description><![CDATA[Bra, appuntamento per cena ore 21:00&#8230; [11/05/08 19:51:39 ] spontaneo : la vellutata? [11/05/08 19:51:42 ] ॐ Ste ॐ : se [11/05/08 19:51:58 ] spontaneo : come ce la mangiamo? [11/05/08 19:52:06 ] ॐ Ste ॐ : pane? [11/05/08 19:52:16 ] spontaneo : nn ce l&#8217;ho [11/05/08 19:52:25 ] ॐ Ste ॐ : lo faccio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bra, appuntamento per cena ore 21:00&#8230;</p>
<p><span style="color: #ff0000;">[11/05/08 19:51:39 ] spontaneo : </span><span style="color: #000000;">la vellutata?</span><br />
<span style="color: #0000ff;">[11/05/08 19:51:42 ] ॐ Ste ॐ :</span> <span style="color: #000000;">se</span><br />
<span style="color: #ff0000;">[11/05/08 19:51:58 ] spontaneo :</span> <span style="color: #000000;">come ce la mangiamo?</span><br />
<span style="color: #0000ff;">[11/05/08 19:52:06 ] ॐ Ste ॐ :</span> <span style="color: #000000;">pane?</span><br />
<span style="color: #ff0000;">[11/05/08 19:52:16 ] spontaneo :</span> <span style="color: #000000;">nn ce l&#8217;ho</span><br />
<span style="color: #0000ff;">[11/05/08 19:52:25 ] ॐ Ste ॐ :</span> <span style="color: #000000;">lo faccio</span><br />
<span style="color: #0000ff;">[11/05/08 19:52:29 ] ॐ Ste ॐ :</span> <span style="color: #000000;">al volo</span></p>
<p>Tempo 45 minuti e il pane era fuori dal forno. Per una pura casualità ho riscoperto il piacere di impastare e devo dire che il risultato non è stato affatto male; quando c&#8217;è poco tempo/carenza di ingredienti sono la fantasia e la determinazione a far da padrone.<br />
Ebbene, eccovi una ricetta improvvisata che vi potrebbe servire in condizioni di emergenza.</p>
<p><span id="more-51"></span></p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>500g Farina tipo &#8220;0&#8243;</li>
<li>Semi di finocchietto a piacere</li>
<li>Pepe nero a piacere</li>
<li>3 chucchiai di Olio extravergine d&#8217;oliva</li>
<li>Un cucchiaino colmo di Sale</li>
<li>Acqua q.b.</li>
</ul>
<p><strong>Procediamo&#8230;</strong></p>
<p>Prima di tutto riscaldate il forno a 220°.<br />
In una ciotola impastate tutti gli ingredienti regolandovi ad occhio con l&#8217;acqua fino ad ottenere un impasto della consistenza giusta (deve essere morbido, elastico e leggermente colloso); nel caso in cui l&#8217;impasto venga troppo &#8220;liquido&#8221; sarà necessario, ovviamente, aggiungere della farina. Per aiutarvi nel procedimento ungetevi le mani con l&#8217;olio, in modo tale da non fare attaccare il composto sui palmi e sulle dita.</p>
<p>Disponete un foglio di carta forno su una teglia, ungetelo leggermente con dell&#8217;olio e piazzatevi l&#8217;impasto. Stiratelo con le mani, come si fa per la pizza, fino ad ottenere uno spessore di circa 1cm oppure realizzate come delle piccole ciabattine, sempre dello stesso spessore. Infornate e in mezz&#8217;ora il vostro pane &#8220;freestyle&#8221; sarà pronto.</p>
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		<title>Grazie backup&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 19:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>

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		<description><![CDATA[Fuck, dopo un attacco al sito da parte di hackers argentini torno online. Fortunatamente avevo una copia del database che mi ha permesso di recuperare velocemente quasi tutto il blog senza diventare pazzo. Un saluto ai lettori, a presto qualche nuova ricetta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fuck, dopo un attacco al sito da parte di hackers argentini torno online.<br />
Fortunatamente avevo una copia del database che mi ha permesso di recuperare velocemente quasi tutto il blog senza diventare pazzo.</p>
<p>Un saluto ai lettori, a presto qualche nuova ricetta <img src='http://www.stefanoferrante.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cous cous di pesce (o alla Trapanese)</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 13:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piatti Unici]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[cous cous]]></category>
		<category><![CDATA[cus cus]]></category>
		<category><![CDATA[pesce]]></category>
		<category><![CDATA[siciliano]]></category>
		<category><![CDATA[trapanese]]></category>

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		<description><![CDATA[Dietro richiesta di Tanina, che si è offerta come cavia per l&#8217;assaggio del mio primo cous cous di pesce, eccovi la ricetta di quello che è, a mio avviso, uno dei migliori piatti della cucina Siciliana. Pensando a questo piatto a base di semola di solito la mente viaggia verso il nord africa, quindi, direte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dietro richiesta di Tanina, che si è offerta come cavia per l&#8217;assaggio del mio primo cous cous di pesce, eccovi la ricetta di quello che è, a mio avviso, uno dei migliori piatti della cucina Siciliana.</p>
<p>Pensando a questo piatto a base di semola di solito la mente viaggia verso il nord africa, quindi, direte voi, cosa c&#8217;entra la Sicilia!?<br />
C&#8217;entra eccome, invece, dato che (a parte le battute sul fatto che la Sicilia faccia parte del nord africa e non dell&#8217;italia) il piatto tipico magrebino, a differenza di quello siculo, viene preparato senza pesce.</p>
<p>Si parte, procuratevi fucile, maschera e pinne o canna (da pesca!) ed esche e andate a procacciare la materia prima per questo piatto, o fate una visita dall&#8217;amico pescivendolo, anche se ciò rende meno divertente la giornata del cous cous; dedicate una giornata a questo piatto, coinvolgete amici e amiche, la mattina si va tutti a pescare e la sera si cucina, è una pratica sana e naturale <img src='http://www.stefanoferrante.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .<br />
Per chi non avesse il mare vicino o non ha tempo/voglia di andare a pesca, la soluzione è talmente ovvia che non la scrivo nemmeno, ma vorrei porvi un interrogativo: è giusto mangiare un prodotto del pescato in un posto come Milano o Torino?<br />
Sicuramente la pesca intensiva e i consumi legati al trasporto del pesce, giusto per citare i primi fattori che mi vengono in mente, non giovano al nostro ecosistema e in un periodo di crisi come questo sarebbe bene fare dei passi indietro che per forza di cose devono essere compiuti da noi consumatori in modo tale da ricostruire ciò che abbiamo e continuiamo a devastare.<br />
Riflettete su questo e considerate che, in ogni caso, privarsi di un piacere per poi ritrovarlo a tempo o luogo debito è un piacere ancora più grande, a mio avviso.<br />
E adesso, ecco come fare&#8230;</p>
<p><span id="more-47"></span></p>
<p><strong>Ingredienti: </strong>(considerate 100 grammi di cous cous a persona se avete tanta fame)</p>
<ul>
<li>500 g di Cous Cous pre-cotto (o in alternativa preparatelo voi, ecco una ricetta)</li>
<li>500 g di pesce per il brodo (vanno benissimo scorfani, serrani, tordi, perchie)</li>
<li>200 g di gamberoni</li>
<li>500 g di cozze</li>
<li>Concentrato di pomodoro o, ancora meglio, <em>stratto </em>di pomodoro (seguirà un articolo su quest&#8217;ultimo)</li>
<li>10 pomodori</li>
<li>Due coste di sedano</li>
<li>Aglio</li>
<li>3 Cipolle</li>
<li>Peperoncino o salsa Harissa</li>
<li>Curcuma</li>
<li>Paprika Dolce</li>
<li>Prezzemolo</li>
</ul>
<p>Per il brodo: tagliate grossolanamente il pomodoro, il sedano, le cipolle, private uno spicchio d&#8217;aglio dell&#8217;anima e ponete il tutto in una pentola grande, non prima di aver ricoperto il fondo con un filo d&#8217;olio d&#8217;oliva, accendete il fuoco e fate prendere temperatura al tutto. Allo sprigionarsi dei primi vapori disponete sopra le verdure il pesce privato delle interiora e delle squame e le teste e i carapaci dei gamberi. Ricoprite il tutto con acqua fredda e portate a bollore a fuoco basso. Il brodo dopo l&#8217;ebollizione dovrà cuocere per un&#8217;ora circa. Nel frattempo in un&#8217;altra pentola mettete un filo d&#8217;olio, uno spicchio d&#8217;aglio senz&#8217;anima e del prezzemolo; aggiungete le cozze, mezzo bicchiere di vino, coprite la pentola con un coperchio e accendete il fuoco. Non appena le cozze saranno tutte aperte (sarà necessario mescolare di tanto in tanto) si potrà spegnere il fuoco: sgusciate le cozze, filtrate e mettete da parte il brodo che si sarà formato nella pentola.</p>
<p>Per il sughetto: prendete metà del brodo, schiumato e filtrato, mettetelo in una pentola con un cucchiaio di <em>stratto</em> o concentrato di pomodoro, salsa Harissa a piacere, un pizzico di paprika e un pizzico di curcuma: fatelo restringere un minimo e aggiungete le code dei gamberoni, private dell&#8217;eventuale budello nero, che dovranno cuocere solamente trenta secondi.</p>
<p>Adesso potrete cuocere il cous cous versandolo in una teglia bassa, aggiungete un filo d&#8217;olio, mescolatelo con le mani in modo tale da mischiarlo bene e successivamente aggiungete il brodo per cuocerlo, mescolando con un forchettone di legno (se non l&#8217;avete va benissimo una forchetta).</p>
<p>Al momento di servire il cous cous basterà aggiungere il sughetto, qualche cozza e qualche coda di gambero e il risultato finale sarà eccellente (ma questo dipende soprattutto da voi).</p>
<p style="text-align: right;">Buon appetito!</p>
<h6><em>Come avrete notato non ho parlato di sale ne di quantità precise di acqua per il brodo: il metodo migliore per imparare a cucinare è la sperimentazione, ogni ricetta è solo una linea guida, servirà la vostra praticità e il vostro buon senso per realizzare un buon piatto. Per qualsiasi domanda resto a disposizione, ma ricordate che l&#8217;ingrediente segreto, in cucina come in ogni altra cosa, sono la passione e la buona volontà.</em></h6>
]]></content:encoded>
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		<title>Cous Cous Vegetariano</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 11:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economiche - Universitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti Unici]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>
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		<category><![CDATA[università]]></category>
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		<category><![CDATA[vegetariano]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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		<description><![CDATA[Dato l&#8217;aumento sempre crescente dei MALEDETTI VEGETARIANI (ovviamente scherzo, trovo giusta questa protesta e apprezzo la sensibilità di chi sceglie di non mangiare animali) ho pensato di scrivere una ricetta semplicissima ed economica per la realizzazione di un buon cous cous vegano (l&#8217;ho preparato pure in campeggio con mezzi di fortuna) che dovrebbe accontentare tutti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dato l&#8217;aumento sempre crescente dei MALEDETTI VEGETARIANI (ovviamente scherzo, trovo giusta questa protesta e apprezzo la sensibilità di chi sceglie di non mangiare animali) ho pensato di scrivere una ricetta semplicissima ed economica per la realizzazione di un buon cous cous vegano (l&#8217;ho preparato pure in campeggio con mezzi di fortuna) che dovrebbe accontentare tutti.<br />
Pronti? Via&#8230;<br />
<span id="more-33"></span></p>
<p><strong>Ingredienti</strong> (100 grammi a testa di cous cous sono più che sufficenti per una persona molto affamata)</p>
<ul>
<li>500 grammi di Cous cous pre-cotto (lo trovate nei supermercati e nei discount)</li>
<li>Due cipolle</li>
<li>Due coste di sedano</li>
<li>Cinque pomodori</li>
<li>Passata di pomodoro</li>
<li>Due spicchi d&#8217;aglio</li>
<li>Curcuma</li>
<li>Semi di coriandolo tritati</li>
<li>Peperoncino</li>
<li>Quattro rametti di menta fresca</li>
</ul>
<p>Innanzitutto bisogna preparare il brodo che cuocerà il cous cous: tagliate le cipolle, il sedano e i pomodori in modo grossolano, metteteli in una pentola capiente, cospargerli di acqua fredda, coprite il tutto e lasciate cuocere a fuoco lento per tre quarti d&#8217;ora (se avete fretta va bene pure mezz&#8217;ora); salate il brodo solo alla fine.</p>
<p>Mentre il brodo si prepara da sè pensiamo alla preparazione della salsa: in una padella fate soffriggere con poco olio d&#8217;oliva il peperoncino (la quantità va in base ai gusti) e l&#8217;aglio (spellato, aperto in due e privato della radichetta centrale, in modo da essere più digeribile). Quando la cipolla sarà dorata (non bruciata!) aggiungete la passata di pomodoro e un bicchiere d&#8217;acqua, mescolate, aggiungete la menta e fate cuocere a fuoco lento per circa 20 minuti; circa cinque minuti prima di spegnere la salsa aggiungete la curcuma e i semi di coriandolo tritati, anche qui orientatevi a piacere in base ai vostri gusti. Regolate di sale e di zucchero se la salsa vi sembra troppo acidula.</p>
<p>Adesso la parte più delicata: la cottura del cous cous. Per riuscire al meglio in questa operazione vi consiglio di utilizzare una teglia da forno, di quelle basse e larghe, o comunque un vassoio con un minimo di bordo, l&#8217;importante è che sia sufficentemente largo. Procurato il vassoio cospargete il cous cous sul fondo, unite due o tre cucchiai d&#8217;olio extravergine di oliva e amalgamate con le mani; il passo successivo sarà includere il brodo al cous cous per poter cuocere quest&#8217;ultimo.<br />
Aggiungete il brodo bollente al pian piano, un paio di mestoli grandi per volta e mescolate il tutto con l&#8217;ausilio di una forchetta, muovendo dal basso verso l&#8217;alto la grana di semola.</p>
<p>Quando il cous cous sarà cotto a metà aggiungete la salsa bollente: si completerà la cottura con quest&#8217;ultima. Se il risultato dovesse risultare &#8220;colloso&#8221;, è possibile aggiungere un pò del brodo rimasto per ovviare il problema.</p>
<p>Per rendere il cous cous più ricco quando aggiungete le spezie alla salsa potete aggiungere anche una scatola di ceci.</p>
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		<title>Allora non si va solo indietro&#8230; (forse)</title>
		<link>http://www.stefanoferrante.net/?p=26</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 10:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Niente tasse se denunci il pizzo Finalmente qualcosa si muove, ci vorrebbero più iniziative del genere, un esercente non può pagare le tasse e il &#8220;parastato&#8221;: l&#8217;unione fa la forza, che tutti si ribellino. I siciliani sono tra i popoli più &#8220;spavaldi&#8221;, quando si tratta di relazioni interpersonali ma guarda caso calano sempre le corna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/mafia-4/niente-tasse/niente-tasse.html?rss" target="_blank">Niente tasse se denunci il pizzo</a></p>
<p>Finalmente qualcosa si muove, ci vorrebbero più iniziative del genere, un esercente non può pagare le tasse e il &#8220;parastato&#8221;: l&#8217;unione fa la forza, che tutti si ribellino.<span id="more-26"></span></p>
<p>I siciliani sono tra i popoli più &#8220;spavaldi&#8221;, quando si tratta di relazioni interpersonali ma guarda caso calano sempre le corna davanti ai potenti, che siano mafiosi o ricchi: SICILIANI SVEGLIATEVI, se invece di vivere in un mondo di &#8220;cane mangia cane&#8221; voi aveste più coesione si riuscirebbe a battere la mafia e finalmente ci sarebbero delle condizioni di lavoro giuste&#8230; ah, già, stupido io, forse è proprio il lavoro che vi spaventa ancora più delle organizzazioni criminali.</p>
<blockquote><p>Comme e peggio de’ criature ve facite strunzià<br />
pe na fella e pruvulone ve vennisseve a mammà<br />
pettramente int’a speranza e v’accattà o’ toyota<br />
ve scurdate chi offennette l’umana dignità</p>
<p>SIETE SUDDITI, SUDDITI, SUDDITI</p>
<p style="text-align: right;">Bisca-Zulù, Sudditi</p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: center;">Nè servi, nè padroni!</p>
]]></content:encoded>
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